Sognando la verità

Autore: Simone Leoni

Biografia: Simone Leoni è nato nel 1994 a Bologna dove tuttora vive. Lavora come receptionist in un hotel. Sognando la verità è il suo romanzo d’esordio.

Casa editrice: Dialoghi

Prima pubblicazione: 23 luglio 2021

Numero di pagine: 146

Prezzo: € 14,00 copertina flessibile

Personaggi: Leonardo, Giovanna, Elisabetta

Genere: romanzo in cui spiccano intrecci narrativi di storie diverse, in cui hanno meno importanza l’ambientazione o i riferimenti temporali poiché si preferisce dare precedenza ai sentimenti, all’interiorità e alle tematiche forti.

Trama: Leonardo è un ragazzo misteriosamente finito in un mondo irreale, ed è afflitto da dolori fisici costanti, sensazioni particolari e allucinazioni. Giovanna è una donna alla disperata ricerca di una cura per il figlio malato di atrofia muscolare degenerativa, ed Elisabetta è una ragazza traumatizzata dall’incidente stradale del fidanzato. Le tre storie a un certo punto convergeranno in un unico tessuto narrativo, in cui il verosimile si alternerà sorprendentemente all’inverosimile.

Citazioni:

“Un urlo improvviso mi svegliò di soprassalto, ero io e stavo urlando nel mio letto come appena dopo un incubo di cui, però, non ricordavo
nulla. Come cavolo ci ero finito nel letto? L’ultima cosa che ricordavo è che stavo provando a chiamare un’ambulanza quando tutto si era oscurato. Almeno adesso ricordavo quello che avevo appena fatto prima di dormire, un atroce dolore alle costole mi riportò alla
travagliata realtà, mi alzai dal letto e una lieve sfocatura apparve.”

Articolo di approfondimento sulla tematica dell’eutanasia scritto dall’autore:

Scegliere di essere liberi fino alla fine significa provare più pietà morale per il prossimo e riempire con più chiarezza un vuoto legislativo.

Il tema dell’Eutanasia è sempre stato un argomento controverso e intricato, a causa della delicatezza nel dover decidere la modalità e la forma con cui applicarla o, al contrario, capire la motivazione per la quale sarebbe meglio non applicarla in nessuna situazione.

In questi mesi le firme raccolte in Italia per il referendum sono state circa un milione. 

E’ fondamentale che, alla base del diritto a porre fine ad una vita, tutto ruoti sull’autodeterminazione della persona interessata, e cioè che solo la persona affetta da malattia e nessun altro al di fuori di essa possa determinare la scelta di vita o di morte.

Sarebbe un terribile errore, non inserire questa clausola nella proposta di legge, ma sono sicuro che l’autodeterminazione del soggetto interessato, qualora la legge venga approvata, sarà sicuramente imprescindibile in un paese come il nostro.

“Vita è la donna che ti ama, è il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l’amico che ti delude. Purtroppo ciò che mi è rimasto non è più vita, è solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche” (Piergiorgio Welby)

A distanza di 15 anni dalla morte dell’attivista, giornalistica e poeta, Piergiorgio Welby che si ammalò  a circa 16 anni di una misteriosa forma di atrofia degenerativa,  sembra che una numerosa raccolta di firme a favore dell’eutanasia legale sia stata raggiunta. Ma sarà sufficiente a promuovere il disegno di legge? 

Sono stati tanti i casi di cronaca di pazienti giunti alla più estrema disperazione: dai più famosi Luca Coscioni, politico, grazie al quale è nata anche un associazione per la libertà sulla ricerca scientifica, al caso Welby, appunto. Il Governo ascolterà la voce del popolo e accetterà la proposta di legge indicendo il referendum? E la Chiesa, istituzione da sempre importante socialmente e anche politicamente in Italia, che ha sempre dimostrato di essere contraria, influenzerà la decisione del governo italiano?

Nel mio primo romanzo di narrativa “Sognando la verità” è proprio il tema dell’eutanasia un tema cardine che fa vacillare i protagonisti. Nel libro viene trattato con quel pizzico di finzione, ma cercando sempre di mantenere un certo rispetto e distacco verso una sofferenza reale a me soltanto lontanamente immaginabile.

Il 20 dicembre 2006, la morte di Piergiorgio Wolby, che aveva chiesto anche con una lettera al presidente della repubblica Giorgio Napolitano l’arrestarsi delle cure, è comunque un punto di svolta epocale in Italia sulla libertà della ricerca e della Bioetica in merito all’eutanasia.

Il dott. Mario Riccio, rianimatore, quale compito è appunto quello di salvare vite umane, per una volta, forse la prima volta ufficialmente documentata in Italia, decide di assumersi il rischio penale di sedare il paziente e staccare il ventilatore polmonare, provocando la morte biologica del paziente che non aveva la più minima possibilità di sopravvivere.

Questo gesto è stato successivamente definito da politici e magistrati come “ la massima pietà”, un atto giuridico che ancora oggi non è chiaro per la legge. Proprio per questo il dott. Ricci è stato imputato e poi prosciolto rischiando pesanti sanzioni penali, c’è un grosso buco legislativo ove va fatta chiarezza al più presto.

Il 22 dicembre 2006 “il Giornale” titola: “ Welby è morto, eutanasia è fatta”.

Lascio a voi, l’interpretazione soggettiva di questo dibattito socio-politico resosi nuovamente interessante nel nostro momento storico con le firme per il referendum. qualora decideste di immergervi nella lettura del romanzo, ricordo ancora che gli eventi narrati sono frutto soltanto dell’immaginazione.

Simone Leoni

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