Doppia X

Autore: Pier Fausto Pon

Casa editrice: Bertoni Editore

Prima pubblicazione: 30 marzo 2021

Numero di pagine: 504

Genere: noir

Prezzo: € 17,50 copertina flessibile

Trama: È arrivata Doppia X, la supereroina che si batte contro la violenza sulle donne! 
Genova, come ai tempi del G8, diventa il centro del mondo, giornali e televisioni da ogni parte del globo vi si affollano per saperne di più sulla misteriosa donna mascherata che punisce i violenti, gli stalkers, gli stupratori, i femminicidi al ritmo di “Psycho” dei System of a Down. L’aiutano un uomo depresso e solo e suo figlio che, smarrito da tempo nella rabbia di una separazione, il padre proverà a ritrovare grazie al cinema di Truffaut. Fra il serio di un argomento affrontato con la massima partecipazione ed empatia, ed il faceto della cornice grottesca e fantastica, l’autore, Pier Fausto Pon, un odontoiatra di Genova, sulle note di “Into my arms” e “Foi na cruz” di Nick Cave, ci conduce in un viaggio noir fra i vicoli e le delegazioni della città, con un finale, il 25 novembre, giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne, sul ponte Morandi.

Personaggi: Claudia, Mostro, Fagotto, Stro, Nadia, Berto, Luca, Cumelli, Seth

DOPPIA X
Io non lo volevo fare. 
Non sono un super eroe, non sono buona, odio il mio prossimo, quasi sempre almeno. Non cercavo felicità, né rivincite. Pace, solo pace. Allora, perché l’ho fatto? Non lo so, anzi, lo so benissimo. Berto, è stato lui. È strano, con Berto: a volte lo odio per quello che mi ha fatto fare, a volte mi sbalordisce la consapevolezza che non potrei più fare a meno di lui, che non è un uomo, è qualcosa di più. O di meno, certo diverso da tutti gli altri che ho avuto la disgrazia di conoscere.

BERTO
Il deus ex machina più sfigato del mondo.
A nemmeno cinquant’anni ho già perso tutto. Mi viene bene perdere, ci sguazzo dentro la sconfitta. 
Da otto anni ho tarato il mio organismo in modalità comatosa, una condizione che richiede molta disperazione, parecchia tenacia, nessun tipo di allenamento. Ma adesso, con Luca accanto a me, avverto un brividino che mi percorre dalla testa ai piedi: non è raffreddore, Il Covid ancora non c’è, 
deve essere speranza. Quella donna incredibile, quella donna assurda, quella povera donna, mi ha scagliato contro una possibilità. Mi sorprendo a pensare che non la getterò via come tutto il resto.

LUCA
Ho diciott’anni, sono suo figlio e ancora una volta mi chiedo: perché sono arrabbiato con lui? Non me lo ricordo più, sono passati troppi anni. Mi ha regalato per tre anni di seguito “il giovane Holden”. 
Non ho osato leggerlo, il libro mi attirava ma avevo paura delle parole di mio padre, l’inchiostro blu delle dediche scritte fitte nella pagina bianca prima dell’introduzione sfumato dalle lacrime, quella grafia tremolante che grondava disperazione. E non potevo fingere di non sapere che ero io l’oggetto di quella disperazione. Quella donna incredibile, quella donna assurda, quella povera donna mi ha 
fatto venire voglia di leggerlo, una volta per tutte, quel libro che è mio padre.

NADIA
Io sono la “qualcosa” di Berto. Non la compagna, fin dall’inizio ho capito che non ci sarebbe stato amore fra noi. Non l’amica: un’amica non ti fa certe cose sotto la doccia. Niente giri di parole con me, mi piace andare dritto al sodo. Berto dice che smonto utopie e rimonto certezze. Se lo dice lui. 
Non si scherza con me: so essere feroce come un pitbull, anche senza inghiottire polvere da sparo. 
Quella povera pazza si è abbattuta su di noi come una di quelle trombe d’aria che si vedono alla televisione. Non lascerò che Berto si faccia spazzare via, sono qui per questo.

CUMELLI
Quella fichetta dell’autore non mi ci voleva ma io me ne fotto. È bastata una strizzatina di coglioni per fargli cambiare idea: tutti froci, ‘sti scrittori. E poi, so dove abita.
Io sarei il cattivo, non ci posso credere. Un tutore della legge e dell’ordine, un uomo tutto dedito ai valori della famiglia, sempre pronto a onorare l’ipotalamo coniugale, Nunziatina, la mia signora lo può testimoniare. “Dove lo trovi un altro uomo che ti mostra il suo apprezzamento tre, quattro, cinque volte al giorno? Oltretutto, negli ultimi anni si è un po’ appesantita. Sempre un gran culo, ci mancherebbe, ma bisogna lavorare sempre di più con l’immaginazione.
E lì scatta l’amore, il sentimento. Non sono mica una bestia io, alla Nunziatina voglio davvero bene.
Anche se non ha saputo darmi un figlio. E ha avuto pure il coraggio di dare la colpa a me, solo perché quegli esami di merda sulla sbo… Sullo sperma dicevano così.
Come se non si sapesse da sempre che è la donna che fa il figlio o non lo fa.
Punto. Tutto il resto, cazzate.

Ambientazione: Genova

Stile: contemporaneo

Citazioni:

“Come Pistorius, uno che nella vita reale sarebbe solo uno sciancato di merda. Stanno ancora cercando i pezzi degli stupidi che hanno provato a offenderlo. Nel branco non esiste il maledetto futuro, quello in nome del quale dovresti fare sacrifici, lavorare, sudare.  Nel baretto la clessidra è rotta da un pezzo e la sabbia sotto i piedi sparpaglia un oggi dai contorni indefiniti. Sempre uguali.

Per il branco esiste solo “noi”, niente “io”. Anche per Fu, anche per Pistorius.

Il disagio di ognuno, quell’aura di emarginazione che li esclude dalla scuola, dal lavoro, dagli affetti, diluito nel “noi”, si stempera in una polverina di malessere che si può sopportare.”

Motivazioni: Questa storia nasce dalla rabbia e lo sconcerto. Seduto a tavola, all’ora di cena, l’annunciatrice di turno mi rovescia addosso l’ennesimo fatto di sangue: un altro uomo ha ucciso un’altra donna. In alto a destra nello schermo, osservo il display che lampeggia l’aggiornamento del numero dei femminicidi nell’anno in corso, scuoto la testa: rabbia e sconcerto, appunto. Pochi istanti, il flash luminoso del cambio servizio mi distoglie, si parla d’altro; e la mia indignazione si ricolloca su qualcosa d’altro, magari un secondo di pesce troppo salato. Come sempre. Lo stato dovrebbe fare di più; la società civile dovrebbe fare di più; noi tutti dovremmo fare di più. Qualcuno dovrebbe fare di più.
E se qualcuno decidesse di fare di più? Al di sopra della morale e della giustizia, aiutare una donna fermando il suo aggressore, poi cento, mille altre donne, ergersi a difensore di tutte, nella convinzione di poterci riuscire, tanto vana quanto l’idea di uccidere tutti i moscerini che piovono sulla faccia in una foresta del Borneo: roba da super eroi.
Muoversi, agire, incanalare le molestie e i soprusi subiti in una forza al servizio degli altri.
Ho pensato a una donna che, non troppo lucida né consapevole, si ritrova ad assumere questo ruolo ingrato e diventa Doppia X, la paladina delle donne che subiscono violenze di genere.
Come tutti i super eroi, come recita il Vangelo secondo Stan Lee, dovrà avere costume, identità segreta e super nemico. Ma, Stan non me ne voglia da lassù, siamo in Italia, novellini nel campo dei super eroi ma consumati professionisti nel settore sentimenti. Insieme a lei, ho pensato ad altre solitudini che si coagulano in questo progetto folle e sgangherato per divenire una cosa sola: una famiglia.
Una storia come questa non può che chiudersi un 25 novembre, giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne, nel tentativo di trasformare una data di cui ci si dimentica troppo presto in qualcosa di fattivo e concreto nelle nostre coscienze che germogli e si sviluppi ogni giorno dell’anno. Senza dover ricorrere a utopie o speranze illogiche, come Doppia X.

Il mio modesto parere: Innanzitutto ringrazio l’Agenzia Letteraria Toniarini Doriazi per la copia cartacea del romanzo e per la fiducia accordatami, ringrazio inoltre Matilde Bella per aver presentato la mia pagina all’agenzia.

La parte che mi ha convinto meno è il fatto che la protagonista subisca violenze e soprusi da tutti gli uomini che incontra sulla sua strada (eccetto due), però capisco possa essere stata una “necessità” letteraria per costruire la storia e la caratterizzazione di Claudia.

Il romanzo non ha un ritmo incalzante, come nei thriller, e, avendo un notevole numero di pagine, questo rende la lettura leggermente lenta, ma la trama è interessante e la lettura risulta comunque scorrevole.

Mi piace molto la cura nella caratterizzazione di tutti i personaggi, non solo di quelli principali. Si entra subito in empatia con i personaggi positivi e si prova subito una repulsione per i personaggi negativi. Si entra nella psiche delle donne che volenti o nolenti incappano in Cumelli. Sono ben caratterizzati anche i colleghi e i familiari della giornalista Rossella Maffei.

La citazione che ho scelto fa riferimento alla psicologia della “gang” che viene ripresa in un paio d’occasioni nell’intreccio della trama.

Vengono trattati molti temi importanti, la violenza sulle donne è preponderante, ma anche l’amicizia, la famiglia (di “sangue” e non), la separazione, la solitudine, l’emarginazione, la “sfigataggine”, la voglia di accettazione e di riscatto.

Credo sia un romanzo adatto a chiunque non si spaventi per la mole di pagine.

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