BookTour: Le parole sono tutto

PRIMA TAPPA:  «Le parole sono tutto», anche per non farci manipolare dal Web

La comunicazione può determinare l’ascesa o la caduta di un leader, il successo o il fallimento dell’operato di un governo, la nostra scelta di un prodotto anziché un altro e così via. Un impatto di per sé enorme sulle vite di miliardi di persone, le cui dimensioni sono oggi aumentate a dismisura dagli algoritmi di piattaforme come Meta (che riunisce Facebook, Instagram e WhatsApp) e Google, che non a caso hanno fagocitato anche l’intero sistema dell’informazione.

Già, perché le notizie, ovvero i contenuti, sono l’elemento grazie al quale tenerci incollati ai nostri smartphone per rivendere, così, la nostra attenzione a chi intende sottoporre i propri messaggi pubblicitari a un pubblico il più possibile profilato.

«Le parole sono tutto» (ed. Piemme, pp. 105, € 3,99) è probabilmente il primo libro che descrive questo processo dall’inizio alla fine, facendo un excursus che parte dal modello di business del New York Sun (siamo nel 1833), passando dalle tecniche di comunicazione scaturite dai due conflitti mondiali, per arrivare alla rivoluzione digitale e, quindi, ai tempi di pandemia e guerra in Ucraina.

Un pamphlet agile ma al tempo stesso ricco di strumenti anche didascalici capaci di offrire al lettore una visione chiara delle tecniche comunicative utilizzate da uomini d’affari e leader politici, anche attraverso il racconto di case study: lo scandalo Nigergate, la polarizzazione tra democratici e repubblicani negli USA, la perdita di consenso da parte di Fini, Renzi e Salvini e, infine, il “Metodo Zelensky”.

I due autori, Francesco Fabiano e Alessandro Nardone, sono tra i maggiori esperti italiani di tecniche di comunicazione applicate sia al digitale che alla dimensione reale, e uniscono competenze specifiche diverse offrendo al lettore una panoramica completa ma comprensibile al tempo stesso, arricchita dalla prefazione di Luca Rigoni, giornalista Mediaset e storico inviato del TG5 negli Stati Uniti.

GLI AUTORI

Alessandro Nardone è consulente e docente di branding e marketing digitale all’International Academy of Tourism and Hospitality. Collabora con diversi media ed è autore di 9 libri. Per promuovere la versione inglese del romanzo “Il Predestinato” ha inventato la finta candidatura alle primarie repubblicane del 2016, sotto le mentite spoglie del protagonista del romanzo, il giovane Congressman Alex Anderson. Una case history di cui si sono occupati giornali e televisioni di oltre 20 paesi. Ha poi seguito come inviato di Vanity Fair la Convention Repubblicana di Cleveland, le elezioni da New York e Philadelphia, l’insediamento di Trump a Washington e la campagna elettorale di Zelensky a Kiev.

Francesco Fabiano è un Mental Coach, formatore e motivatore ed è autore di 3 libri. Dopo la laurea in Scienze Politiche a Milano ha maturato esperienze professionali in ambito commerciale, nelle ricerche di mercato e nelle risorse umane. Nel 2013 ha fondato Geocomunicazione, un team di professionisti specializzati in formazione, team building e team leadership. Lavora come Mental Coach per imprenditori, manager, atleti professionisti e per tutti coloro che vogliono tirare fuori il meglio da se stessi.

SECONDA TAPPA:  Le parole sono tutto, anche il “Matrix” dentro a cui ci rinchiudono gli algoritmi

I molti appassionati della trilogia di Matrix ricorderanno certamente la celebre definizione di Morpheus che, spiegando a Neo le differenze tra il mondo reale e quello artefatto in cui gli umani erano stati rinchiusi dalle “macchine”, gli parlò di «proiezione mentale del tuo io digitale». Concetto che potremmo parafrasare parlando, appunto, di proiezione digitale del nostro io reale accorgendoci, un attimo dopo, di trovarci dinnanzi a qualcosa di molto simile al mondo in cui viviamo oggi, in cui le GAFAM la fanno da padrone.

«Le parole sono davvero tutto ciò che abbiamo, a maggior ragione oggi per un motivo molto semplice: sono lo strumento che gli algoritmi utilizzano per calamitare la nostra attenzione e impadronirsi del nostro tempo», spiegano Alessandro Nardone e Francesco Fabiano nel loro nuovo ebook intitolato “Le parole sono tutto” (ed. Piemme, pp. 105, € 3,99), uno strumento utilissimo per mezzo del quale i due autori ci accompagnano tra le pieghe di un fenomeno che ha cambiato il corso dell’umanità intera.

Se gli algoritmi hanno fatto capolino nelle nostre esistenze con l’avvento di Web e telefonia mobile, possiamo dire che esistono un giorno e un’ora precisi in cui quella soglia fu varcata. Parliamo delle 9:00 del 9 gennaio 2007, al Moscone Convention Center di San Francisco, dove un certo Steve Jobs presentò l’iPhone, ovvero l’archetipo del gemello digitale nonché, di fatto, il primo vero smartphone della storia, capace di rivoluzionare le nostre vite rendendoci costantemente connessi.

Prima di allora il Web era confinato nei nostri computer: desktop o portatili che fossero, una volta spenti eravamo sostanzialmente liberi, mentre oggi il nostro tempo è costantemente frammentato da una moltitudine di input capaci di orientare i nostri comportamenti e manipolare le nostre opinioni.

Una vera e propria lotta, quella per sopravvivere rimanendo liberi in questo nuovo mondo i cui contorni sono stati ridisegnati tanto dalla pandemia quanto dalla rivoluzione “delle macchine” (per dirla con Matrix), che dovremo essere bravi a combattere, come spiegano Alessandro Nardone e Francesco Fabiano nella consapevolezza che «l’incidenza degli algoritmi nel determinare decisioni e opinioni deve senza alcun dubbio indurre sia noi liberi cittadini, sia i nostri governi, a prendere coscienza dell’estrema urgenza del tema della Sovranità Digitale che oggi, non a caso, fa il paio con quella energetica. Un’azione legislativa finalizzata a tutelare l’identità digitale di individui, istituzioni, mezzi d’informazione e aziende salvaguardando il diritto alla privacy, in mancanza della quale sarà inevitabile il compimento di una transizione da Democrazia a Datacrazia.»

TERZA TAPPA: Un ebook ci svela i segreti del “Metodo Zelensky”

Che il fenomeno Zelensky andasse ben oltre i suoi trascorsi (anche) da comico, era del tutto evidente a chiunque si fosse preso la briga di studiarselo sul serio. Tant’è che dopo aver vinto con un plebiscitario 73% le elezioni presidenziali 21 aprile 2019, il quarantaquattrenne nato in un’anonima cittadina ai margini di Kiev è considerato uno dei leader più influenti del pianeta.

Si tratta di un successo non certo casuale ma, al contrario, figlie di una strategia innovativa quando non rivoluzionaria in termini di comunicazione politica, basti pensare che la campagna elettorale per le presidenziali è stata condotta unicamente online, la prima a questi livelli. Casuale non è stata nemmeno la presenza di Alessandro Nardone nel quartier generale di Zelensky, dove ha documentato dall’interno la vittoria elettorale dell’attuale presidente soffermandosi sulla comunicazione intesa non soltanto in termini meramente propagandistici, ma di approccio vero e proprio.

«Internet non è uno strumento, ma la nostra idea di connessione con la gente» affermò il capo della comunicazione online di Zelensky, Alexander Kornienko, nella lunga intervista concessa a Nardone, durante la quale, peraltro, rifiutò nettamente il paragone con Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle. Per intenderci, qui siamo di fronte alla digital disruption applicata alla politica: Poroshenko era Blockbuster e Zelensky Netflix, fine della storia.

Ovvio che in questo abbia inciso anche l’abilità nel sapersi servire dello storytelling derivante dalla serie televisiva di cui l’attuale presidente era protagonista, e nel quale interpretava un professore divenuto presidente dell’Ucraina, guarda caso a capo di un partito con lo stesso nome della lista con cui ieri ha anche conquistato – nella realtà – la Verchovna Rada: “Il servitore del Popolo”.

Brand che incarna coerentemente il modo completamente nuovo con cui si è posto dinnanzi ai propri elettori, vale a dire utilizzando il Web non soltanto come megafono unidirezionale o come sistema chiuso (vedi la piattaforma Rousseau) ma, al contrario, aderendo in tutto e per tutto al concetto di apertura che caratterizza il Web, lanciando un messaggio che potrebbe essere sintetizzato con un «sono il vostro servitore, ditemi cosa volete che faccia e io lo farò». Ormai celebre, in questo senso, il dibattito finale tenutosi allo stadio Olimpico di Kiev durante il quale Zelensky lesse al suo avversario le domande che gli erano pervenute dai suoi sostenitori attraverso Facebook.

Alle nostre latitudini, però, fino all’invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito russo, per gran parte dei media Volodimyr Zelensky era «il comico», un fenomeno da baraccone paragonabile allo sketch dei bulgari di Aldo, Giovanni e Giacomo: nel nuovo ebook di Alessandro Nardone e Francesco Fabiano “Le parole sono tutto” (ed. Piemme, pp. 105, € 3,99) è presente un intero capitolo intitolato “Il Metodo Zelensky”, nel quale i due autori ed esperti di comunicazione analizzano punto per punto le strategie adottate dal leader ucraino, consentendoci di comprendere quali sono gli strumenti che potremo fare nostri per comunicare a nostra volta più efficacemente.

QUARTA TAPPA: messaggio degli autori a lettori e lettrici

In questo libro, che ricostruisce gli ultimi vent’anni di evoluzione tecnologica e umana della comunicazione, si descrive con esempi e dettagli, la situazione nella quale tutti noi ci troviamo, oscillanti tra due opposti e pericolosi estremismi: da una parte il rifiuto del web e dei nuovi canali di comunicazione, che è anche spesso un rifiuto dei media in quanto tali, non più portatori di notizie e di informazioni, ma meri strumenti di propaganda e di strumentalizzazione, dall’altra parte una sudditanza e un volontario asservimento alle nuove tecnologie privo spesso di consapevolezza e di conoscenza dei meccanismi di sfruttamento economico, di profilazione dei nostri gusti, delle nostre scelte e delle nostre opinioni.

Combattuti e oscillanti tra i due estremi, perdiamo quel punto di equilibrio necessario per sfruttare la tecnologia senza essere sfruttati. L’equilibrio è infatti il più potente motore umano, la capacità di vivere, pensare, confrontarsi in modo aperto, sano, armonico, senza venire risucchiati da estremismi, paure irrazionali, distorsioni cognitive e informative. Nel mondo polarizzato nel quale siamo, spesso inconsciamente, immersi, adoperare il discernimento è quasi un atto rivoluzionario, sembra oramai impossibile riconoscere qualche ragione nelle opinioni altrui, così come vedere sia il bianco che il nero delle nuove tecnologie. Eppure questo libro ci dice che è possibile applicare uno sguardo diverso alla realtà, a patto di conoscere gli snodi fondamentali nella comunicazione degli ultimi vent’anni, in politica, nel business, nelle nostre relazioni tra esseri umani. Facendolo, si può persino imparare a utilizzare il web invece che essere utilizzati.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Sito web creato con WordPress.com.

Su ↑

Poesia&Cultura

Nosce te Ipsum (Socrate)

librini

Books: what they say, what I say

RIVA OMBROSA

Quando si ama si dona

Un libro sul menù

Vivi anche tu di lettura?

Monica e lo Scrapbooking

Trovate tutorial e suggerimenti per creare con le vostre mani. Tutto sullo Scrapbooking.

Ontologia, psicoanalisi, logica. Personale docente Università degli studi di Verona

Logica, filosofia della scienza. Psicoanalisi clinico didattica.

ti consiglio un libro...

Un blog per tutti gli amanti della lettura...e non solo!

I consigli librosi di Maria

Recensione delle ultime novità in libreria. Libri, ebook e nuove letture. Recensioni e interviste

wwayne

Just another WordPress.com site

caterinarotondi

Se non combatti per costruire la tua vita non ti rimarrà niente

marisa salabelle

Quando finalmente i vigili del fuoco ebbero sfondato la porta, l’odore, che fino a quel momento era filtrato attraverso gli spiragli, si diffuse per tutto il pianerottolo. La signora Lotti, che abitava nell’appartamento di fianco, fece un passo indietro; i volontari della Misericordia entrarono con la barella; Lorella strinse il braccio di suor Maria Consolazione.

Briciolanellatte Weblog

Navigare con attenzione, il Blog si sbriciola facilmente

Blog di una Nerd Onnivora

Ossessionata da: Libri, Manga e Caffè

PENNALIBRI

A U T R I C E

SCEGLI TU...POI TI CONSIGLIO IO

"IL MONDO SAREBBE UN POSTO MIGLIORE, SE UNO DEI CINQUE SENSI FOSSE STATO L'IRONIA"

CartaCuorePenna

Ciò che scrivi con il cuore non sarà mai sbagliato!

Debbie_soncini

Promozione libri sui social (Instagram @debbie_soncini ) Email: debora.soncini90@gmail.com

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: